ORIZZONTI DI SUOLO CON IL CEAS AGLI ORTI SOCIALI DELLA PASSERELLA
22 Dicembre 2025“Il sottile strato di suolo che si stende sopra i continenti come una logora coltre, condiziona la nostra esistenza e quella di ogni altro animale sulla terra.” Così scriveva Rachel Carson nel 1962 in “Primavera silenziosa”.
Quanto poco sappiamo del suolo! Che ci nutre, protegge i semi, custodisce infinita biodiversità, accumula acqua e carbonio, preserva la nostra memoria. Eppure, il 60% dei suoli europei è compromesso o inquinato.
Per questo preservare la salute del suolo rientra tra le missioni che la Commissione europea ha introdotto insieme all’adattamento al cambiamento climatico, alla lotta contro il cancro e alla rigenerazione degli oceani e delle acque.
Conoscere il suolo, educare alla sua conservazione e diffondere consapevolezza sul suo essenziale ruolo sono alcuni degli obiettivi che il Ceas Terre Reggiane – Tresinaro Secchia si è posto con “Orizzonti di suolo”, progetto pilota promosso dal CTR Educazione alla sostenibilità di Arpae e diretta derivazione dei progetti europei Curiosoil e LOESS.
“Orizzonti di suolo” è stato pensato come un contenitore di idee, azioni ed eventi rivolti ad un pubblico diversificato in cui attuare metodologie educative capaci di stimolare l’attivismo e la partecipazione dei soggetti coinvolti nella tutela e conservazione del suolo.
Grazie alla proficua collaborazione con le Amministrazioni comunali di Scandiano, Rubiera e Castellarano, il progetto ha trovato “terreno fertile” nell’ambito degli orti sociali, dove il suolo è pilastro naturale imprescindibile di ogni attività.
Agli Orti sociali della Passerella di Scandiano il progetto è stato realizzato con successo e grande partecipazione di ortisti e cittadini grazie prima di tutto alla estrema disponibilità e accoglienza di tutti i soci volontari e referenti di Ancescao, che ogni giorno si prendono cura di questi luoghi ove si esercita con forza il diritto all’autoproduzione di cibo e si coltiva una socialità spontanea e attiva.
Il corso si è svolto in due mattine autunnali, tra ottobre e novembre, alternando teoria, osservazione e pratica.
Grazie alla disponibilità di un’aiuola sperimentale i partecipanti, guidati dall’educatrice ambientale del CEAS Laura Catellani, hanno appreso, attraverso semplici esperimenti fai-da-te, come fare un primo check-up del suolo del proprio orto e determinarne in maniera empirica tessitura, struttura, acidità e/o basicità e contenuto in calcare.
Il secondo incontro ha messo al centro il concetto più ampio di suolo, inteso non solo come risorsa utile all’uomo, ma come un ecosistema naturale in cui la preservazione della biodiversità in termini di funghi, piante e animali micro e macroscopici è garanzia di fertilità e resilienza.
Come preservare la struttura e soprattutto la fertilità e vitalità del suolo che coltiviamo di anno in anno? Prima di tutto attraverso un cambio culturale di prospettiva che intende l’intervento umano come conservativo e rigenerativo, invece che distruttivo.
Anche nel nostro piccolo orto o giardino possiamo applicare metodi di coltivazione che preservino le qualità intrinseche del suolo come evitare arature e lavorazioni profonde adottando un metodo di “lavorazione minima”, utilizzare pacciamature organiche per proteggere dal gelo invernale e dal sole cocente il primo strato, quello più ricco di microorganismi, humus e nutrienti e usare concimi organici come compost e letame.
Obiettivo finale: diventare custodi di suolo per tramandare questa essenziale risorsa come eredità per le generazioni che verranno.




